REVERIE: THE DIVINE FEMININE

4 MAGGIO - 4 LUGLIO 2021

ON SHOW AT

ESPINASSE31 MILANO

VIALE CARLO ESPINASSE 31

20156 MILAN

ITALY

Espinasse31 Contemporary Gallery è lieta di presentarvi la nuova esposizione di gruppo ‘Reverie: The Divine Feminine’ nella galleria di Milano, in mostra dal 4 Maggio al 4 Luglio 2021, per celebrare la riapertura primaverile degli spazi d’arte in Italia. Sono in mostra le opere di quattro artisti: Meg Gallagher, Silvia Berton, Antonella Mellini e Oscar Estruga, connessi dal loro personale interpretazione dell’energia femminile, della divinità femminile, delle forme femminili e dell’immaginazione femminile.

The Divine Feminine è un concetto ancorato alla spiritualità femminile rappresentata in una varietà di religioni e culture sin dall’antichità. Energia, coscienza e individuo esistono lungo un sistema binario e The Divine Feminine ne rappresenta la metà femminile necessaria per un equilibrio spirituale da affiancare alla metà divina maschile che domina le religioni monoteiste occidentali. Le Dee venivano venerate e rappresentate artisticamente lungo il corso dei secoli e nelle diverse culture acquisendo un significato sempre più rilevante. Quello che ci interessa di più ai fini della nostra esposizione è la rinascita del The Divine Feminine come concetto di studio e fonte di ispirazione creativa, caratteristiche centrali anche delle moderne forme di comunicazione—social media—dell’epoca attuale. Legata ai movimenti di New Age e femminismo The Divine Feminine si spinge oltre la visione naturale e religiosa toccando anche la sfera fisica e sessuale dell’esistenza della donna.

Attraverso una varietà di quadri e sculture, ‘Reverie: The Divine Feminine’ esplora questi concetti e immerge lo spettatore nel mondo onirico ed immaginario dei quattro artisti selezionati. Piuttosto che presentare una narrativa lineare, confinata nelle differenze di genere e sesso, l’esibizione si pone l’obiettivo di dar lustro a modi diversi di interpretare e esprimere la femminilità. Mettendo insieme tre artiste donne ed un uomo di differenti età e backgrounds creativi, l’esposizione risulta assai variegata in termini di media e stili ma al tempo stessa armoniosa nel raccontare le fantasie legate al corpo ed ai ritratti, a Dio e alle divinità pagane, alle metafore ed ai  paradossi del mondo femminile. La forte qualità narrativa di tutte le opere esposte rende l’esposizione come un’unica storia scritta con differenti “caratteri tipografici”. 

Nella mostra Il concetto di Divine Feminine è principalmente rappresentata attraverso una differente visione della femminilità ottenuta, ad esempio, mettendo in conversazione nella stessa stanza le opere di Meg Gallagher e Silvia Berton. L’erotico, il fisico, lo spirituale e la dimensione eterea della condizione femminile si contrastano e si rafforzano uno sull’altra; la sessualità astratta della Gallagher accoppiata con l’emozione figurativa della Berton forniscono due metà di un intero poiché inconsciamente si completano l’uno con l’altro in una storia infinita. 

Meg Gallagher è una visual artist e designer nata nel Sud della Nuova Zelanda con base operativa a Sydney, Australia. Il suo stile creativo è legato ai primissimi anni di vita, mentre la carriera come designer si è sviluppata dopo la laurea a pieni voti presso il Politecnico di Otago. Gallagher ha collaborato con i più grandi nomi dell’industria fashion guadagnando quella competenza e rispetto nel design del denim che l’ha portata a diventare head designer del team di Ksubi e a raccogliere una base importante di clienti tra celebrità e collezionisti d’arte soprattutto dopo essere stata nominata come “One to Watch” da Vogue Italia nel 2010. Con questo importante excursus professionale, Gallagher ha recentemente riscoperto la pittura come proprio mezzo di espressione focalizzando la sua arte sul nudo femminile contemporaneo. L'artista fa riferimento a tutto il suo know-how attraverso l'uso del denim come tela ed alle sue esperienze di vita come quella di ballerina classica o quella più recente di mamma nella sua potente ma al contempo delicata raffigurazione di soggetti femminili. La sensualità e l'energia sessuale delle donne sono sempre in prima linea nelle opere di Gallagher, che celebrano la bellezza della forma e della figura femminile. Opere come ‘SENSUALE’ o ‘VIXEN’ (2020) richiamano il Femminile Divino in più di un modo: il corpo femminile idolatrato, le allusioni all'erotismo e alla fertilità, il forte legame con la natura terrena e la qualità onirica dell'uso del colore e dell'espressività da parte di Gallagher collocano le sue opere tra il realistico e il surreale.

MEG GALLAGHER

SENSUAL, 2020

Oil pastel, acrylic on bleached and hand-dyed 14oz Japanese indigo selvedge denim 

150 x 110 cm (58.5 x 42.9 in) 

MEG GALLAGHER

STAY CLOSE, 2020

Acrylic on canvas

72 x 72 cm (28.08 x 28.08 in)

MEG GALLAGHER

VIXEN, 2020

Oil pastel, acrylic on bleached and hand-dyed 14oz Japanese indigo selvedge denim 

110 x 150 cm (42.9 x 58.5 in) 

Silvia Berton è una artista molto conosciuta per il suo approccio unico al figurativo. La sua attenzione creativa è ora sulla pittura a olio a cui è giunta dopo anni di esperienze e lavori nella fotografia dietro e davanti all'obiettivo che si riflette molto nella sua tecnica e visione delle opere. Sebbene minimalista in natura, lo stile di Berton è pieno di carattere e forza, trasmesso attraverso lo sguardo che cattura e che caratterizza la sua serie di ritratti come ‘Teens’ (2020) o i movimenti vigorosi nelle scene di ‘Dancer’ (2019) e ‘Memories’ (2021). L'immaginario compositivo delle sue opere creano un'atmosfera seducente di fantasticheria e introspezione con una forte narrativa di elementi e rappresentazioni enigmatiche. Lo spettatore è attratto dal mondo emotivo interiore dell'artista. I critici hanno descritto l'esperienza di vedere le sue opere come "scivolare nel sogno di qualcun altro”. I soggetti femminili di Berton evocano un'aura di mistero, passione e intimità che esiste all'incrocio tra il mortale vulnerabile e il divino etereo.

SILVIA BERTON

Teen (2), 2020

Oil on canvas and pigment

120 x 100 cm (46.8 x 39.0 in) 

SILVIA BERTON

Dancer (2), 2019

Oil on canvas and pigment

150 x 150 cm (58.5 x 58.5 in) 

SILVIA BERTON

Memories, 2021

Oil on canvas and pigment

150 x 120 cm (58.5 x 46.8 in) 

La rappresentazione di Berton degli aspetti più astratti della femminilità attraverso opere figurative completano le figure candide e carnali di Gallagher del corpo femminile rappresentando le due facce della paradossale e complessa medaglia che è la femminilità.

Inoltre, ‘Reverie: The Divine Feminine' pone una forte enfasi sulle diverse concezioni religiose, spirituali e mitologiche della femminilità. La mostra è creata con l’intenzione di legare diverse rappresentazioni artistiche della femminilità a diversi sistemi di credenze, il potenziale di interpretazione delle opere e il concetto stesso dell’esposizione è amplificato per dare allo spettatore una esperienza più ricca e più riflessiva. Per questo motivo le opere di Oscar Estruga e di Antonella Mellini costituiscono una componente essenziale della mostra creando un legame concreto con la spiritualità e un approccio immaginativo e onirico comune.

Oscar Estruga nato il 1933 a Vilanova i la Geltrù, è un pittore e sculture spagnolo, insignito con l’Award della Juan March Foundation nel 1966. Estruga è per lo più conosciuto per le sue sculture monumentali installate in alcune città spagnole come ‘Pasifae’ (1988) in Vilanova. I suoi lavori spesso ricreano e reinventano mondi antichi, prendendo spunto dalla mitologia Greca dando origine a sculture e dipinti che esprimono con forza immagini, scene erotiche ed esperienze umane modificate con maestria dall’immaginazione dell’artista. Questo può essere visto attraverso le due serie di serigrafie esposte: ‘Erotica’ e ‘Mistica’ (1987). Con immagini e temi che vanno dal sacro al profano, Estruga esplora i modi in cui le culture antiche vedevano l'erotismo e offre un visione alternativa della rappresentazione sessuale delle donne nell'arte. Incorporando sia figurativo che forme astratte, le illustrazioni appaiono come scene oniriche, pur proponendo con molteplici visioni il potere fisico, metafisico e spirituale delle energie femminili e maschili. Lo stesso dicasi per le sculture in bronzo di Estruga, che si sono collocate nelle tre stanze della mostra, coesistendo con le opere d'arte contemporanea di Mellini, Gallagher e Berton appese sulle pareti della galleria. Figure mascherate, miti, dee come ‘Oscura Deméter’ (1980) o donne comuni come ‘Hetaira’ riflettono la rappresentazione onirica del femminile da parte dello scultore, divina sia nella sua idolatria che nella sua umanità.

OSCAR ESTRUGA

Mística Series, 1987

Engravings

Ed. 47/125 (each)

62 x 50 cm (24.18 x 19.5 in)

50 x 62 cm (19.5 x 24.18 in)

OSCAR ESTRUGA

Máscara 3

Bronze

Ed. 2/2

120 x 80 x 40 cm

(46.8 x 31.2 x 15.6 in)

OSCAR ESTRUGA

Erótica 4 - El encierro, 1987

Engravings

Ed. 47/125

50 x 62 cm (19.5 x 24.18 in)

Antonella Mellini è un'artista italiana contemporanea con una forte attenzione all'esame della società moderna e dei suoi cambiamenti. L'artista affronta questa complessità attraverso uno stile creativo che è visivamente semplice: i suoi lavori si sviluppano su un piano bidimensionale, anche attraverso l’uso del plexiglass, e all'interno del confine di un netto contorno nero. Tuttavia, le opere di Mellini hanno approccio multidisciplinare e affrontano tematicamente complesse, con collegamenti concettuali tracciati dall’ uso ricorrente di metafore. L'occhio è il protagonista assoluto sul piano stilistico e narrativo; per l’artista, rappresenta il nostro rapporto con il mondo e con noi stessi ben espresso dall’opera UNIVERSE’ (2020); le mani rappresentano un'intima estensione dell'anima visibile nel dittico GAME OVER’ (2020), che intende raffigurare lo yinyang, dualità vincente-perdente di ciò che lei immagina essere il gioco della vita. Un’opera della Mellini posizionata nella prima sala della mostra ancora fortemente la sua visione artistica a 'Reverie: The Divine Feminine' è LAST’ (2020), una scena dell'Ultima Cena re-immaginata nel trittico che riunisce una Dea azteca della fertilità, Gesù Cristo, e un saggio uomo-pesce sumero, diverse divinità e culture religiose, che mangiano e parlano alla stessa tavola.

ANTONELLA MELLINI

LAST (Triptych), 2020

Acrylic and plexiglass on canvas

98 x 64 cm (38.22 x 24.96 in)

ANTONELLA MELLINI

CELLS, 2020

Enamel, acrylic and plexiglass on canvas

111 x 180 cm (43.29 x 70.2 in)

ANTONELLA MELLINI

GAME OVER (White), 2020
Enamel, acrylic and plexiglass on canvas

120 x 90 cm (46.8 x 35.1 in)

Le rappresentazioni degli idoli femminili di Estruga e Mellini riflettono il peso storico del Divino Femminile come alternativa alle strutture di culto patriarcali. Tutto sommato, la mostra mira a estendere la portata di questo concetto, incoraggiando il dialogo e lo scambio di prospettive. 

Reverie: The Divine Feminine è disponibile presso Espinasse31 Contemporary Art Gallery a Milano: Viale Carlo Espinasse 31, 20156
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Thomas Castiglioni

Gallery Manager

thomas@espinasse31.com

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